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sabato 9 gennaio 2016

Iside in Piemonte: la fortuna dei culti misterici

Ci troviamo a pochi chilometri da Torino, nel comune di Monteu da Po e di fronte a noi abbiamo i resti di un santuario dedicato alla del Iside.
Come è possibile? Sicuramente questi templi  non avevano una grandissima diffusione sul territorio, ma esistevano laddove vi era un'esigenza specifica da parte dei fedeli.
Per comprendere però per quale motivo sia normale trovare un culto di matrice egizia in Piemonte, occorre fare un passo indietro nella storia.
 
sito archeologico di Industria - Monteu da Po (foto dal web)


 
Iside, figlia di Geb e Nut e sorella del suo sposo Osiride è una delle divinità femminili più venerate dell'antico Egitto. Viene presentata come una madre amorevole e moglie devota e fa parte della triade divina Iside, Osiride, Horus.
In epoca tolemaica il suo culto arriva fino in Grecia e successivamente si estende in modo massiccio nell'impero romano anche grazie a Cleopatra. In realtà la prima menzione ufficiale di questo culto nella nostra penisola ci viene dato dallo storico Claudio Ennio (239 - 169 a.C.).
Durante il corso dei decenni e dei secoli questa divinità gode in Italia di alterne fortune, ora tollerata, ora non accettata.
Il culto di Iside si diffonde nel nord Italia, secondo alcuni storici, partendo da Aquileia, importantissimo snodo commerciale in cui arrivava la via Postumia che attraversava la Pianura Padana fino a Genova.
Da questi presupposti non è strano che in alcune città, come Industria, siano sorti i templi di cui parlo.
Esistono e sopravvivono notevoli resti archeologici che testimoniano quanto il culto fosse praticato ed importante: a Roma, nel Campo Marzio, sorgeva un Iseo, dapprima abbattuto e poi ricostruito sotto Domiziano. da questo tempo proviene un oggetto che mi è molto caro: la mensa Isiaca, una tavola in bronzo, ageminata in argento, rame e nigellum, che con grande probabilità ornava l'altare dell'Iseo Campense e che viene riscoperta con il Sacco di Roma del 1527, acquistata da Pietro Bembo ed arrivata nel 1630 nelle collezioni del Duca di Savoia Carlo Emanuele I. Questa tavola, in seguito agli studi di J.F. Champollion si rivelerà un oggetto che presenta geroglifici solo in forma decorativa, un falso di epoca romana insomma, ma abbastanza "forte" da far nascere in casa Savoia l'amore per le antichità egizie. ma di questo e degli altri oggetti nelle collezioni vi parlerò un'altra volta...
 
Mensa Isiaca - Museo Egizio di Torino (foto dal web)


 
Industria nacque nel 123 a.C. nell'ambito della formazione di una serie di colonie strategiche volute dal console Marco Fulvio Flacco; la posizione strategica sulla riva destra del Po e nei pressi della confluenza con la Dora Baltea era favorevole agli scambi commerciali. Vi era in loco già una preesistenza celto-ligure, il villaggio di Bodincomagus (bodinkos=mercato) che attestava gli scambi commerciali fluviali. Il villaggio godeva di una certa agiatezza, come testimoniano i ritrovamenti di oggetti di bronzo ora conservati presso il Museo di Antichità di Torino. visitando il sito archeologico si trovano resti di quartieri di abitazione, con la presenza di una domus e di botteghe artigiane. La strada principale, fiancheggiata da un porticato, conduce invece a quello che fu l'imponente tempo di Iside, grande struttura rettangolare con un ingresso a scalinata rivolto ad est.
Dietro a questo edificio altre strutture immettevano invece nel tempio dedicato a Serapide, con un grande cortile centrale ed un corridoio semicircolare.
Durante gli scavi archeologici sono stati ritrovati importanti oggetti che testimoniano il culto di queste divinità: bronzetti di tori offerti come ex voto, un sistro, una figura di danzatrice, attingitoi per l'acqua...
 
sistro
 
danzatrice velata
 
bronzetto votivo

 
La fortuna di Industria comincia il suo declino nel IV secolo d.C.; il progressivo abbandono non sembra imputabile ad una crisi demografica ma alla distruzione dei templi pagani ed alla costruzione di un nuovo nucleo imperniato attorno ad una pieve. Tale edificio religioso viene solitamente indicato come la pieve di san Giovanni Battista di Lustria (nome traslato da Industria).
la città di Industria, annoverata da Plinio il Vecchio, viene riscoperta nel 1745 e dal quel momento si susseguono le campagne archeologiche ed i relativi ritrovamenti.

mercoledì 9 dicembre 2015

Una passeggiata lunga tremila anni

"Ed ora, se siete pronti, cominceremo una passeggiata lunga tremila anni..."
Qualche turista del mio gruppo ridacchia sempre e non sa che in realtà gli ho fatto lo sconto di cinquecento anni per non spaventarlo subito.
Siamo al Museo Egizio di Torino ed ho appena terminato il racconto sulla nascita di questo strepitoso museo e prima di saltare sul gradino delle scale mobili, spezzo la mia spiegazione con questa battuta.
Saliamo e saliamo verso l'alto, accanto a noi la grande opera di Dante Ferretti che rappresenta l'Egitto.
"Quando vedrete il Delta saremo arrivati" la mia voce nelle cuffiette spezza il silenzio dei turisti in fila dietro di me.
Ed eccoci nel corridoio del predinastico a salutare con un sorriso la mummia naturale, delizia dei bambini e raccapriccio di alcune signore.


mummia naturale - epoca predinastica

Come una padrona di casa attenta e premurosa presento gli oggetti: palettes cosmetiche, vasi in terracotta, sarcofagi in legno o granito, abiti plissettati quattromila anni fa, corredi tombali via via sempre più complessi e articolati...Ma ecco qualcosa che toglie il fiato ai miei visitatori: gli affreschi della tomba di Iti e Neferu. Lo confesso, li ho visti dal vivo per la prima volta della mia vita il 31 marzo 2015 e ho dovuto asciugarmi le lacrime per l'emozione.
I colori, il disegno, i dettagli e l'incisività, sintetica e curata allo stesso tempo, sono davvero indescrivibili e tolgono il fiato.


affreschi della tomba di Iti e Neferu

Proseguo attraverso statue, sarcofagi e vasi canopi e, scesa al piano inferiore, sono pronta a far vivere nuove emozioni.


il Medio Regno


La tomba di Kha e Merit è un vero e proprio trasloco da una dimora "patrizia" ad una casa per l'eternità. Letti, sgabelli, pentole, cibo, cosmetici, abiti, mutande (non vorrete mica affrontare la vita eterna senza le mutande, vero?), parrucca, rasoi e unguenti...Sembra davvero di doversi pulire i piedi sullo zerbino ed entrare chiedendo "permesso?".

il nuovo allestimento della tomba di Kha

E poi via, attraverso il corridoio dei sarcofagi verso l'epoca tarda e le famosissime mummie delle tre sorelle... ed è ora di scendere nello statuario.

verso l'epoca tarda

Questo è un luogo così magico e suggestivo che merita un racconto a parte. Coppie di statue scortano i visitatori in una passeggiata che presenta i principali faraoni, con imponenti e meravigliose statue, il cui trasporto fu davvero un'impresa.
La luce e la vivacità del bookshop riportano velocemente alla nostra epoca; è come emergere da un sogno, ritornare da un viaggio, un viaggio lungo tremila anni.